8 febbraio: buona insurrezione!

Era la sera dell’8 febbraio 1848 quando dall’iniziativa di un gruppo di studenti, in seguito ad una animata assemblea al Bo, ebbe principio la rivolta che segna l’inizio del Risorgimento a Padova, contro la dominazione austriaca. Gli studenti furono i veri protagonisti della vita della città, determinandone gli esiti, in uno slancio di solidarietà in cui non si curavano delle loro singole vite ma solo di quella della comunità.
Il tentativo di ribellione degli studenti sfociò in una grande rappresaglia il cui epicentro fu l’attuale via 8 febbraio, tra il Caffè Pedrocchi e il Bo. Gli studenti non si placarono di fronte alla pioggia di proiettili (ancora oggi si possono osservare i fori nei muri del Pedrocchi) rispondendo con un fitto lancio di pietre e ingaggiando un corpo a corpo feroce. Nei giorni successivi anche il resto della città si sentì coinvolta e, nonostante la dura repressione austriaca, le lotte continuarono a lungo.

Ancora e soprattutto oggi, è importante ricordare e fare nostro lo spirito di quegli studenti: come loro seppero farsi portavoce a Padova del desiderio di libertà e dignità per un popolo da decenni oppresso e dominato, così noi, che nelle stesse aule coltiviamo le nostre aspirazioni e costruiamo il nostro futuro, non possiamo prescindere dall’insegnamento dell’8 febbraio, non possiamo dimenticare che l’Università, simbolo per eccellenza della cultura e della libertà del sapere, oggi come allora deve aprire la strada alla trasformazione della società intera, a partire dal valore non solo della conoscenza, ma del rispetto, della tolleranza, della tutela della libertà di tutti.

Dopo 172 anni è importante affrontare con coraggio oppressioni forse meno evidenti ma altrettanto ingiuste, nella nostra città: il rifiuto del diverso, la paura del cambiamento, l’emarginazione dei più deboli, le disuguaglianze e l’esclusione sociale.
È una lotta che, ancora una volta, come in quella notte del ’48, studentesse e studenti dovranno portare avanti insieme per costruire una Padova realmente inclusiva e libera.

“Come erano belli e promettenti quei giorni! I giovani studenti non si atteggiavano a vecchi prima del tempo, né posavano a scienziati senza dottrina. Spensierati in apparenza, vivaci, animavano le vie ed i ritrovi di Padova, ma in segreto alimentavano il sacro fuoco che li guidò alle alte imprese.”

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